Dalí Experience si fa catalogo

Non c’è mostra che possa dirsi completa in assenza di catalogo. Da oggi è in vendita presso il bookshop di Palazzo Belloni – sito in via Barberia 19 e sede della mostra – il catalogo “Dalí Experience”.
Un lavoro di squadra, a cura di Claudio Mazzanti e Gino Fienga, con la direzione artistica di Patrizio Ansaloni. Una realizzazione con-fine edizioni, casa editrice di Monghidoro specializzata in pubblicazioni, produzioni e organizzazione di eventi artistico/culturali.
Un catalogo a più dimensioni, come a più dimensioni si è estesa la produzione di Salvador Dalì e come a più dimensioni vuole diventare Palazzo Belloni.

Dopo i saluti dell’Assessore Matteo Lepore, da sempre attento sostenitore del progetto di Palazzo Belloni, e di Andrea Cangini, direttore de Il Resto del Carlino, il catalogo presenta una serie di contenuti che vogliono gettare luce sui diversi aspetti della produzione daliniana.
Un percorso che parte dall’incontro tra Dalí e Roberto Gervaso – giornalista e celebre autore della ‘Storia d’Italia’ – in uno stravagante dialogo surrealista che racconta l’uomo, prima che il pittore. Si continua con il rapporto tra cinema e Dalí, con l’arguto intervento del critico Tatti Sanguineti e le configurazioni matematiche nell’opera dell’artista catalano nelle parole di Silvia Benvenuti, matematica e membro della European Mathematical Society. L’interesse di Dalí per le scienze fisico-matematiche si ritrova anche negli interventi di Selwyn Lissack, artista degli ologrammi e collaboratore di Dalí nei primi anni Settanta, e di Thomas Francis Banchoff, matematico e professore della Brown University, autore di ricerche sulla geometria differenziale nella terza e quarta dimensione. Il catalogo prosegue con le ispirazioni di Dalí, dalle ballerine raccontate da Isabelle Roussel-Gillet all’erotismo nelle parole di Frédérique Joseph-Lowery, fino al profondissimo interesse di Dalí per la psicanalisi di Freud, in un surreale racconto di Giovanna Disabato. E ancora la politica così sfuggente nella vita dell’artista, raccontata dal professore dell’Università di Bologna Riccardo Brizzi, e la storia di Beniamino Levi, curatore della collezione The Dalí Universe e proprietario di tutte le opere esposte a Palazzo Belloni.

I diversi capitoli del catalogo sono accompagnati da approfondimenti da esplorare con lo smartphone, con dei QR code che rimandano ad immagini, video e articoli sul web.

Un capitolo a parte meritano le immagini della mostra presenti nel catalogo, protagoniste dei ricordi di ogni visitatore che si è affacciato nel mondo paranoico daliniano. E, infine, l’auspicio di ciò che Palazzo Belloni può diventare e fare per Bologna, nelle parole dei curatori Mazzanti e Fienga, dell’architetto Bruna Di Palma, e come l’idea di un palazzo che esplode oltre le sue stesse mura si traduce nel tessuto sociale cittadino nelle parole del professor Roberto Grandi.

Un catalogo senza alcuna pretesa di esaustività, perché troppi e diversi sono gli ambiti in cui Dalí si è cimentato, ma da cui emerge un panorama produttivo comunque ricco e pregno di significati.

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